Le radiocomunicazioni in emergenza

Le radiocomunicazioni in emergenza costituiscono il “sistema nervoso” di ogni struttura di Protezione Civile.

La buona funzionalità dei sistemi di comunicazione, trasmissione ed informazione, costituisce la piattaforma organizzativa sulla quale costruire un efficace apparato di sicurezza e gestione locale.

Cosa succede quando c’è un evento catastrofico ?

IL CAOS….tutti vogliono comunicare nello stesso istante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La conseguenza più immediata agli eventi calamitosi di una certa gravità è la repentina interruzione di tutti i sistemi di telecomunicazioni esistenti.

Nella fase più delicata dell’emergenza, cioè l’accertamento del tipo di sinistro, della sua gravità e del suo ambito territoriale, questo comporta un ulteriore problema… non si hanno notizie !

Diventa indispensabile quindi che ogni ente coinvolto nell’emergenza possa disporre di un adeguato sistema di radiocomunicazioni di emergenza adeguato al tipo di intervento che l’ente è chiamato a svolgere, cercando di evitare di creare ulteriori disturbi agli altri sistemi di radiocomunicazioni.

Come risolviamo questa problematica ?

I volontari usano le Radiotrasmittenti

Con l’avvento della telefonia mobile, internet, la trasmissione dati in digitale, molti hanno ritenuto che la radio fosse uno strumento obsoleto. L’esperienza ha dimostrato che non è così. I sistemi di comunicazione più evoluti e tecnologici sono anche i più vulnerabili perché necessitano di supporti fissi sul territorio per veicolare le trasmissioni.

I sistemi di comunicazione radio invece godono di una certa autosufficienza e risultano così più funzionali ed immediati e soprattutto non risentono di condizionamenti dovuti ai comportamenti collettivi della popolazione.

No mi addentrero’ troppo in particolari tecnici, ma direi che fondamentalemente esistono due tipologie di tecnologie che oggi vengono usate…anzi tre:

1. Analogica

2. Digitale

3. Tetra (che sta per TErrestrial Trunked RAdio)

A seconda della tecnologia usata, possiamo dire che il canale di comunicazione può essere :

Simplex -> monodirezionale (ad es. radio Deejay)

Half-duplex -> bidirezionale ma un solo utente alla volta (ad es. walkie talkie)

Full duplex -> bidirezionale contemporanea (ad es. telefonata/Tetra)

Il tutto può essere realizzato attraverso trasmissioni di tipo analogico o digitale.

Analogico …Digitale…ma la differenza ?

La differenza sostanziale tra analogico e digitale è che nel secondo caso è previsto anche un traffico dati oltre alla modulazione (voce operatore).

 Questi dati possono essere:

1. Id Radio (o PTT-ID/ANI-ID che si trova su molte radio

2. Messaggistica alfanumerica

3.Dati G.P.S.(molto importanti per la geolocalizzazione dei volontari)

4.Chiamate individuali e di Gruppo

5.Chiamate su rete GSM ( nel caso della tetra)

6. Messaggi di posizionamento automatico (APRS)

Altra differenza è la copertura radio tra un sistema analogico e quello digitale. Come si può vedere nell’immagine la copertura radio è differente da sistema a sistema. Nell’analogico il segnale degrada progressivamente mentre nel digitale il segnale radio è costante fino al limite dell’ area di copertura. 

Altra differenza è la capacità d itrasmissione della voce. Mi spiego. Una radio analogica opera sul concetto di Frequency Division Multiple Access (FDMA). In FDMA, ogni terminale radio trasmette continuamente su un determinato canale, e la radio di ricezione riceve la trasmissione tramite accordo sulla portante alla frequenza desiderata. Quindi se il canale è impegnato nessuno può parlare finchè non viene liberato.

L’ architettura utilizzata dal DMR divide il canale in 2 time slots alternati, creando così due canali logici su un unico canale fisico 12.5kHz.
Ogni chiamata vocale utilizza solo uno di questi canali logici e ogni utente accede ad un time slot come se si trattasse di un canale indipendent, quindi permettendo a due gruppi di operatori di parlare sulla stessa frequenza, ma su due SLOT separati senza interferire tra di loro, consentendo quindi con un unico ponte radio, ad esempio, di raddoppiare la capacità di traffico, offrendo inoltre una copertura radio con prestazioni equivalenti o migliori rispetto all’odierna tecnologia radio analogica.

Bello  ! Ma sarà costoso allora ! Non quanto vi immaginate, ma dipende sempre da cosa volete porvi come obiettivo. Se volete coprire una vasta area allora dovete necessariamente acquistare apparati professionali (ponti radio) che vi permettono questo tipo di tecnologia, ed Hytera, Motorola e Kenwood ne sono un esempio, e sono radio omologate (ne parlero’ in un altro articolo cosa significa). Oppure potete rivolgervi a brand cinesi più o meno conosciuti come Retevis o Belfone  solo per citarne alcuni, ma occhio non sono omologati per un uso professionale !

Interessante alternativa, professionale e diciamo abbordabile in termini di prezzo, se vi occorre per coprire una area modesta (poi dipende anche da dove andrete a posizionate la radio), o da utilizzare in emergenza per coprire/aumentare la copertura della vostra area di competenza è l’Hytera PD985 in configurazione SFR (Single Frequency Repeater).

Il PD985 è un portatile che in modalità SFR (occorre acquistare licenza dedicata dal rivenditore), incrementa in modo efficace la portata di altre radio mobili, poiché le informazioni relative a comunicazioni vocali e scambio di dati in modalità DMO vengono ricevute nel primo SLOT e ritrasmesse, simultaneamente e sulla stessa frequenza, dal secondo SLOT. In questo modo la radio portatile DMR è perfettamente idonea per essere utilizzata in aree con copertura radio limitata e consente all’utente una maggiore libertà di movimento sul campo: un ponte radio (quasi) portatile, con batteria, fantastico ! A breve spero di farne recensione, cosi vi dimostrero’ come configurare la radio.

Ma non è l’unica in commercio ! Eccovi l’alternativa cinese: Belfone BF-SFR600

Stesso principio (nulla di nuovo inventato insomma), ma con veicolare e suo alimentatore dedicato, il che magari permette di posizionarlo in luoghi quali montagna, o comunque in posti dove ci arriva almeno la corrente, ed ovviamente non molto “portatile”.

Bello, compatto, direi ben fatto, ne ho uno in versione UHF e presto spero di poter fare una recensione.  Costo intorno ai 500$.

Esiste anche una versione della Boxchip il DRS500 senza display, proprio in versione ponte radio insomma, molto spartano, da posizionare da qualche parte e dimenticarsene insomma….quasi al pari con un Hytera PD985 come costi.

Ok, tutto molto bello, ma possiamo farci anche altro con questi apparati professionali ? Si se hanno il GPS…a presto !